Perché non reprimere le emozioni
Una delle strategie più diffuse — e più rischiose — è quella di spingere i bambini a “tenere dentro” le emozioni, reprimendole. Ma la soppressione sistematica, invece di aiutare, può rendere la persona più vulnerabile allo sviluppo di disagio psicologico.
È molto più utile accompagnare i ragazzi a riconoscere, accettare e modulare le emozioni, senza cancellarle. La ricerca mostra che l’uso frequente di strategie come larivalutazione cognitiva— cioè il guardare una situazione da un punto di vista diverso, più funzionale — è associato a un miglior benessere emotivo.
Le dimensioni della regolazione emotiva
Possiamo pensare alla regolazione emotiva come a un insieme di abilità che si intrecciano:
- Consapevolezza, comprensione e accettazione delle emozioni
- Capacità di modulare il comportamento quando si provano emozioni negative
- Uso flessibile di diverse strategie, adattandole al contesto
- Disponibilità a tollerare emozioni spiacevoli, riconoscendole come parte della vita
Le difficoltà più frequenti
Alcuni bambini e adolescenti possono incontrare ostacoli specifici nella gestione emotiva:
- Non accettazione delle emozioni negative:“Mi arrabbio con me stesso perché mi sento in questo modo”
- Difficoltà a mantenere i propri obiettivi quando ci si sente turbati
- Impulsività sotto stress emotivo: le emozioni sembrano travolgenti
- Scarsa consapevolezza delle emozioni e mancanza di chiarezza su ciò che si prova
Coping: due vie possibili
Quando affrontiamo una situazione difficile, possiamo attivare due modalità principali:
- Coping focalizzato sul problema:provare a cambiare la situazione stressante (es. chiedere aiuto a un insegnante, organizzare meglio i compiti).
- Coping focalizzato sull’emozione:lavorare sulla propria risposta emotiva, quando la situazione non può essere cambiata (es. tecniche di rilassamento, chiedere supporto emotivo).
Entrambe le strategie sono valide: ciò che conta è imparare a capire quando usare l’una o l’altra.
Cosa possono fare i genitori
- Aiutare i ragazzi a dare un nome alle emozioni: rabbia, frustrazione, paura, ma anche gioia e orgoglio
- Offrire strumenti concreti di autoregolazione, come una “scala delle emozioni” o brevi esercizi di respirazione
- Rinforzare i progressi, anche piccoli:“Ho visto che sei riuscito a calmarti prima di rispondere”
- Mostrare con l’esempio che le emozioni non vanno evitate, ma possono essere espresse in modo sicuro
- Collaborare con insegnanti e specialisti per rendere coerenti le strategie tra casa e scuola
La regolazione emotiva non è un obiettivo da raggiungere una volta per tutte, ma un percorso che dura tutta la vita. Nei bambini con ADHD questo percorso può essere più tortuoso, ma con sostegno, pazienza e strumenti adeguati, è possibile costruire passo dopo passo una maggiore serenitò familiare.
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