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ADHD · Attenzione

Perché alla play riesce a concentrarsi per ore?

Dott.ssa Mariasole Bergamasco·2026

“Però alla play si concentra per ore”, mi dicono spesso i genitori, quando parliamo di difficoltà di attenzione a scuola. Quello che sembra concentrazione, in realtà, spesso è un altro processo mentale, molto diverso dall’attenzione sostenuta richiesta nello studio.

Controller videogioco accanto a libro aperto — attenzione ADHD e differenza tra gioco e studio

La differenza chiave: la direzione dello sguardo

Nello studio o nella lettura, l’attenzione èattiva: il soggetto deve decidere dove indirizzarla, quanto resistere alla noia o alla fatica. In un videogioco, l’attenzione èpassiva: viene continuamente “trascinata” da stimoli sensoriali e narrativi, progettati apposta per mantenerla in uno stato di iperfocalizzazione.

Questa condizione si chiama ancheloop attentivo-dopaminico: più ricevi stimoli, più ti attivi, più vuoi restare lì, meno riesci a reggere attività a bassa stimolazione.

Due sistemi attentivi a confronto

Le neuroscienze e la psicologia cognitiva distinguono due grandi sistemi attentivi:

  • Attenzione bottom-up (guidata dallo stimolo):è automatica, rapida, reattiva. Viene attivata da suoni, luci, movimenti improvvisi. È quella che si attiva quando scorriamo TikTok o giochiamo a un videogioco, dove ogni secondo accade qualcosa di nuovo.
  • Attenzione top-down (guidata da uno scopo):è volontaria, lenta, faticosa. È l’attenzione che si attiva quando dobbiamo leggere un testo, scrivere, risolvere un problema. Richiede funzioni esecutive mature: pianificazione, memoria di lavoro, inibizione della distrazione.

Un gioco, come molti contenuti digitali, è progettato per catturare l’attenzione senza lasciarle spazio. Lo studio, invece, richiede qualcosa di molto più raro: trovare una direzione nel vuoto.

Cosa significa per i genitori

La concentrazione che vediamo durante il gioco non è la stessa che serve a scuola. Non è un segnale che il ragazzo “potrebbe se volesse”: è un segnale che i due contesti attivano sistemi cerebrali diversi.

Per questo serve un alleato, non un giudice. Serve qualcuno che dica: vieni, ti aiuto a reggere questo vuoto finché qualcosa non inizia a parlarti davvero.

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Un percorso ditutoraggio specialisticopuò aiutarlo a costruire un’attenzione attiva e sostenuta, partendo dal suo funzionamento specifico.

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Dott.ssa Mariasole Bergamasco
Autrice
Dott.ssa Mariasole Bergamasco
Psicologa e tutor DSA/ADHD a Roma. Da oltre dieci anni lavoro con bambini, adolescenti e studenti con DSA, ADHD, autismo e alto potenziale. Psicologa in formazione clinica a orientamento psicoanalitico presso l’Istituto Freudiano.
OPL · Sez. A · n. 33616