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ADHD · Tecnologia · Adolescenza

L’attenzione rubata: giovani e tecnologia

Dott.ssa Mariasole Bergamasco·2026

“L’iperattenzione non è una forma superiore di attenzione, ma la sua disattivazione totale.” Le parole di Massimo Recalcati ci pongono dinnanzi a una verità scomoda: l’iperstimolazione digitale non potenzia la nostra capacità di concentrazione, ma la annienta.

Smartphone luminoso nel buio accanto a libri chiusi — tecnologia e attenzione nei giovani

“L’iperattenzione non è una forma superiore di attenzione, ma la sua disattivazione totale.”

Massimo Recalcati

Tipi di attenzione

La psicologia cognitiva individua diversi registri attentivi, tutti necessari per apprendere e vivere bene:

  • Attenzione sostenuta:la capacità di mantenere il focus su un compito o un oggetto per un tempo prolungato.
  • Attenzione selettiva:saper scegliere quale stimolo trattare fra molti, ignorando distrazioni irrilevanti.
  • Attenzione divisa:la facoltà di svolgere più operazioni contemporaneamente senza perdere il controllo.

In un ambiente sano, l’equilibrio fra questi registri permette di studiare, ascoltare, dialogare e “staccare” quando serve. Ma la videocrazia, con i suoi video da 15 secondi e i feed infiniti, sovraccarica tutti i canali, impone cambi di focus continui e dissolve l’attenzione sostenuta.

La mente saltatoria

Katherine Hayles, nel suo studio sulla post-umanità digitale, sottolinea come l’esposizione a frammenti sempre nuovi plasmi unamente saltatoria, in cui la concatenazione logica di un pensiero viene sostituita da uno schema percettivo a scatti. Non c’è più spazio per la riflessione lenta, per la contaminazione fra sapere e esperienza.

L’attenzione profonda richiede pausa, ripetizione, gestazione del pensiero. È l’ambiente in cui nascono le idee, le connessioni personali e la creatività.

La videocrazia e il consumo compulsivo

Aprire TikTok, YouTube Shorts o Instagram Reels significa accedere a un flusso inarrestabile di stimoli audiovisivi. Ogni video è progettato per catturare l’attenzione nel minor tempo possibile, usando loop ripetitivi, shock percettivi, micro-narrazioni che generano curiosità in continuazione.

Questo regime percettivo privilegia la quantità sulla qualità. Gli utenti passano da un contenuto all’altro senza alcuna interruzione significativa, creando un cortocircuito cognitivo: la mente è sempre “accesa”, ma mai veramente operativa.

Plasticità e iperstimolazione: come il cervello si rimodella

La neuroscienza ci insegna che il cervello è plasmabile. Con la diffusione massiccia degli smartphone e delle piattaforme di video-sharing, si è creata una dipendenza da novità continua. I circuiti dopaminergici vengono sovrastimolati, inducendo il cervello a ricercare costantemente nuovi stimoli. Nel medio termine si assiste a:

  • Riduzione della soglia di attenzione sostenuta:compiti che richiedono più di 3–5 minuti diventano percepiti come insopportabili.
  • Aumento dell’impulsività cognitiva:la difficoltà a inibire risposte immediate e a procrastinare lo stimolo.
  • Fuga cognitiva:la mente “salta” spontaneamente da un contenuto all’altro, senza controllo volontario.

Cosa possono fare genitori e educatori

Lo studio richiede qualcosa di molto più raro dell’iperstimolazione digitale: trovare una direzione nel vuoto. Per questo serve un alleato, non un giudice. Serve qualcuno che dica: vieni, ti aiuto a reggere questo vuoto finché qualcosa non inizia a parlarti davvero.

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Un percorso ditutoraggio specialisticopuò aiutarlo a ricostruire la capacità di attenzione sostenuta, partendo dal suo funzionamento specifico.

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Dott.ssa Mariasole Bergamasco
Autrice
Dott.ssa Mariasole Bergamasco
Psicologa e tutor DSA/ADHD a Roma. Da oltre dieci anni lavoro con bambini, adolescenti e studenti con DSA, ADHD, autismo e alto potenziale. Psicologa in formazione clinica a orientamento psicoanalitico presso l’Istituto Freudiano.
OPL · Sez. A · n. 33616